Esperienza: Cultura, trekking urbano, gastronomia
Località: San Giovanni in Fiore (Carello e Fantino),
Cerenzia (Acherenthia o Cerenzia Vecchia)
Difficoltà: Media
Durata: 4 ore + pranzo (*)
Avvertenza: Tour non adatto a persone con disabilità o
difficoltà motorie
Tra ruderi e leggende, una giornata unica alla scoperta dei paesi abbandonati del territorio del cosentino e dell’alto crotonese.
Dai piedi delle montagne della Sila fino alle colline, tra pinete e ulivi secolari, il tour attraversa antichi insediamenti umani di varie epoche, oggi abbandonati. Storie secolari da ascoltare restando immersi nella natura, e ancora miti, leggende tra panorami unici.
I fiumi Neto e Lese, nelle loro valli scavate nel corso dei secoli, racchiudono territori aspri ma al tempo stesso accoglienti, capaci di ospitare importanti agglomerati urbani tutti da scoprire.

LE TAPPE – FANTINO
Il tour inizia a Fantino, la frazione più grande del comune di San Giovanni in Fiore. Oggi composto principalmente da pochissime case, alcune delle quali seconde case abitate quasi esclusivamente nei mesi estivi, racchiude un centro storico antico e ricco di storia.
CARELLO
Il tour prosegue verso Carello, altra frazione del Comune di San Giovanni in Fiore. Una lunga discesa porta verso la valle del Neto, ai piedi delle montagne della Sila.
Si tratta di un piccolissimo e caratteristico villaggio contadino, circondato da distese di ulivi e che sorge nei pressi di una sorgente d’acqua che sgorga fresca dalla montagna. Il paese custodisce la leggenda del centurione Teodoro che ne racconta la fondazione.
SAN TEODORO E IL DRAGO
In questo luogo ormai abbandonato, gli abitanti decisero di lasciare una figura speciale a vigilare su di esso. La statua di San Teodoro,
posizionata al centro dell’antica chiesa, raffigura il santo con la sua spada mentre sconfigge un grande drago.
ACHERENTHIA
Ultima tappa del tour è dedicata ad Acherentia o Cerenzia vecchia, in antichità una delle cittadine più importanti dell’area. Sede vescovile per quasi 400 anni, sorge su una rupe che sovrasta le valli dei fiumi Lese e Neto. La storia di questo luogo viene però sconvolta da due terremoti che rendono insicura l’area dell’abitato e che costringono gli abitanti a spostarsi.
Oggi, camminando tra le rovine, sono visibili le bellissime strutture del Vescovado, l’antica chiesa e il Palazzo del Principe.

