Valli Cupe

Situate ai piedi dell'altopiano silano, al centro di un contesto naturalistico, storico e culturale ricchissimo, le Valli Cupe possono essere considerate tra i più affascinanti e suggestivi siti naturalistici della Presila catanzarese e dell'intera Calabria. Con le incantevoli cascate immerse in luoghi incontaminati, i canyon che celano tesori di biodiversità inaspettati, le viste mozzafiato su gole e dirupi che scendono a strapiombo per centinaia di metri, i numerosi alberi monumentali e un patrimonio floristico e faunistico di altissimo valore, l'area delle Valli Cupe merita un posto di rilievo nel novero delle bellezze naturalistiche della penisola italiana.

Le Valli Cupe si presentano con pareti tagliate verticalmente, inaccessibili e aspre, regno esclusivo degli uccelli che qui nidificano in gran copia. Il canyon, unico in Italia per caratteristiche geo-morfologiche, è ricco di specie vegetali di rara bellezza. Tra queste spicca la presenza della rarissima Felce bulbifera, vero e proprio fossile vivente di cui si sono trovate tracce risalenti a circa 350 milioni di anni fa. Altrettanto ricca è la fauna, rappresentata da specie anche molto rare come la salamandrina dagli occhiali, il nibbio, il gufo reale e comune , il gheppio, il corvo imperiale, l'avvoltoio egiziano.

Di particolare valore naturalistico sono poi la Cascata delle Rupe, spettacolare salto d'acqua inciso in roccia granitica, arricchita dalla presenza di due felci tropicali molto rare e le Gole del Crocchio, nel tratto montano dell'antico fiume Arocha, dove tra l'altro è possibile ammirare la Felce regale, preziosa e rara pianta di antichissima origine e di grande valore botanico.

La Cascata Campanaro è situata in una delle zone più incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo. Sul sentiero che conduce alla cascata è possibile incontrare 3 sorgenti, un vullu (una caratteristica pozza d'acqua corrente) e un vecchio ponte, costruito da abilissime maestranze locali e distrutto in parte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale: testimonianza suggestiva di opera perfettamente inserita nell'ambiente naturale. La cascata, alta circa 22 metri, è immersa in uno scenario paradisiaco, abbellito dal colore straordinario della roccia che fa da sfondo al salto dell'acqua e arricchito dalla presenza di piante rare, che fanno assomigliare il sito ad un angolo di foresta equatoriale. Al luogo è legato un importante episodio di storia locale, confermato da un antico documento del ministero della guerra, e cioè l'arresto di una "mano" (cioè cinque) di pericolosissimi briganti.

Il gran bosco d'Italia, descritto dai greci, dai romani e da tanti altri illustri viaggiatori, nel corso dei secoli ha fornito legname, pece profumatissima e riparo a tante civiltà euro-mediterranee. Le navi della flotta dei greci e dei romani, San Pietro a Roma, San Marco a Venezia, la Reggia di Caserta e tanti altri importantissimi monumenti furono costruiti in tutto o in parte con il legno dei generosi alberi della Hile greca, poi Selva Brutia romana ed odierna indomabile Sila. Antichi boschi di farnia, piante rare ed una ricca fauna, come rarissimi anfibi ed il superbo avvoltoio egiziano, arricchiscono il quadro delle risorse ambientali del territorio, vero e proprio affresco della natura. E se ancora c'è in Europa una foresta primigenia, quella è proprio la Sila: ne sono testimoni il Gigante Buono e i Giganti di Melitani, castagni ultrasecolari di incomparabile bellezza.

Il Gigante Buono è un castagno di circa 500 anni, di oltre otto metri di circonferenza, adottato dai bambini delle scuole elementari di Sersale. Il suo nome deriva dal fatto che anticamente faceva parte di un esteso castagneto che sfamava le popolazioni locali. Veniva chiamato albero del pane: con la sua pregiata farina si preparavano numerosi piatti per cui oggi viene impiegato il grano. I Giganti dei Melitani, veri monumenti naturali che arrivano a sfiorare i 10 metri di circonferenza, impressionano il visitatore per la loro mole imponente e per le vicende riguardanti la storia locale a cui sono legati.