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La Calabria è la meta dell'estate secondo il New York Times

Sagre in Calabria: inutile arricciare il naso quando è il NYT a rilanciare la regione più "buona" del mondo.

Ci voleva il New York Times per  rilanciare il turismo in Calabria? La risposta è tanto scontata quanto fastidiosa: sì. La scelta del magazine più influente al mondo potrebbe cambiare il concetto - italianissimo in primis - che vuole la Calabria la punta dello stivale ma il fanalino di coda delle mete estive dello splendido meridione? Perché: se il National Geographic eleva la Puglia a regione perfetta “simbolo” di un’Italia senza tempo e la polemica (tanto vecchia quanto attuale) della Sicilia vessata da Roberto Vecchione avevano mosso moti molto campanilisti ora è il turno della Calabria. Secondo Danielle Pergament la regione italiana è tra le 52 mete da vedere nel 2017. Posizione 37esima (primo posto al secchionissimo Canada).

Ma attenzione: la Calabria si piazza anche prima delle Lofoten, capolavoro norvegese inaccessibile e desiderassimo (just in case: qui la nostra guida). Come fu per il quartiere Isola di Milano anche la Calabria finisce sul giornale più importante al mondo per un ottimo motivo: essere stata troppo ignorata. Fino a ora. Calabresi poco propensi al turismo nonostante detengano le spiagge più belle del mondo ( ottima posizione di Marina dell'Isola). Calabresi che amano tornare a casa ma evitano il turismo scaltro degli stranieri? Calabresi tutto soppressata & bergamotto? Bingo. E qui viene la scelta vincente secondo il New York Times.

Dunque: cosa vedere in Calabria? Secondo la penna del NYT la Calabria più che da vedere è da gustare «alcuni dei migliori pranzi in Italia non li ho fatti a Roma o in Toscana: ma in Calabria. Ci sono ristoranti di ricerca eccellenti come il Ruris a Isola di Capo Rizzuto, Dattilo, e che dire di Antonio Abbruzzino a Catanzaro». La lista è, ça va sans dire, legata alle eccellenze gastronomiche: per la lista di cosa vedere il NYT sceglie la strategia (migliore) del lasciar commentare ai locals su Facebook. Intanto i nostri 4 consigli per pensare - seriamente - a una vacanza per sagre in Calabria. Niente nasi arricciati: lo dice ilNew York Times, no...? 

Bergamotto di Calabria praticamente l’elisir di lunga vita poco conosciuto se non per chi ama i profumi (l’essenziale per la cosmesi naturale). In Calabria vi sono mille e 500 ettari di agrumeti per una media annuale di 200 mila chili di bergamotto doc. 

Liquirizia di Rossano. Il collezionismo delle scatoline di latta nasce (anche) da qui: dalla Amarelli, azienda di Rossano Calabro che ha reso eccellenza la liquirizia da borsetta (da cui le famose scatoline). la storia della Amarelli ha radici “di liquirizia” già dal 1500 .

Cipolla rossa di Tropea. La storia vuole che siano stati i Fenici (quei geni) a importare duemila anni fa la cipolla più caratteristica d’Italia. Il suo colore porpora era significativo: simboleggiava ricchezza, profumo, dolcezza, Plinio il vecchio la definiva medicina per i problemi reumatici. Oggi la sua produzione raggiunge l’eccellenza tra Briatico e Capo Vaticano. 

Soppressata di Calabria DOP praticamente l’eccellenza meridionale dell’insaccato. Lardo, prosciutto, spalla, pepe rosso piccante. Extreme potrebbero dire i lettori del NYT.